Ho smesso di andare a trovare Carlo tutti i giorni.
Elena non si vede da qualche giorno. - Ha l’influenza. – Mi ha riferito zio fester con fare distaccato. 
Sono le otto e un quarto quando imbocco la tangenziale che mi porta dritta in azienda. Alla radio danno Tutto esaurito.
Da qualche giorno Elena è ombrosa, un po’ sbattuta, meno curata. Da quando convive con zio fester sembra aver perso tutto il suo smalto.
Carlo, steso sul divano, mi segue con lo sguardo mentre sistemo la spesa nella dispensa di casa sua.
- Ti sono riconoscente. Sul serio.
- Lo faccio volentieri. – Lo rassicuro svuotando l’ultimo sacchetto. - Probabilmente avresti fatto lo stesso se l’incidente fosse capitato a me.
- Sinceramente… non lo so. – Afferma lui con lo sguardo assente.
- Viva la sincerità. – Dico rabbuiandomi.
- Comunque voglio farti un regalo, per ricambiare.
- Lascia perdere, non serve. Dove devo mettere i biscotti?
- Non mi sento più lo stesso – Confessa ad alta voce senza rispondermi. - Dalla caduta in moto è cambiato tutto. E chissà quanto dovrò aspettare prima di riprendermi totalmente.
- Non dire così, ora sei a casa e inizierai la riabilitazione; ti rimetterai in piedi presto, vedrai.
- Dimmi la verità – mi guarda con aria interrogativa inclinando la testa di lato. – E’ così che vorresti che io fossi, sempre pacifico, privo di difese, bisognoso di aiuto…
- Bé, forse sarebbe interessante un misto fra come sei adesso e come eri prima.
- Siete incredibili voi donne – Inizia a inveire - Ma perché vi incaponite tanto a volerci cambiare, a volerci diversi, magari migliori ? Perché non imparate ad accettarci per come siamo?
- Ma sentilo… E voi allora? Dovreste vedervi da fuori. Siete degli egocentrici. – Sbotto io. – Voi con le vostre manie di comando. Che poi, diciamolo, le decisioni importanti non siete certo VOI a prenderle, d’altra parte siete troppo codardi per farlo. – Inizio a scaldarmi brandendo la scatola di biscotti. - Vi lamentate sempre per un nonnulla, avete la sensibilità di un sasso, siete orgogliosi, presuntuosi e …
- Stai diventando minacciosa con quei biscotti – Mi interrompe accennando un sorriso.
- Scusa… – Poso la scatola sopra la credenza.
- Ne hai del veleno dentro.
- Sono solo stanca.
- … In ogni caso qualcosa di vero c’era in quello che hai detto.
- E’ così semplice - continuo io - sarebbe sufficiente che la smetteste di volere sempre avere voi il comando.
- E basterebbe che voi ci accettaste per come siamo, senza volerci cambiare per forza.
Ci fissiamo in silenzio per alcuni lunghi secondi. Poi ognuno torna a guardare altro.
- Io vado. – Dico sistemandomi la borsa sulla spalla.
- Comunque, anche se sei stanca è arrabbiata, sei bella.
- …Grazie. – Mi perdo per l’ultima volta nei suoi occhi, poi esco.
Emanuele@